Alcune cose da sapere sulle opere di misericordia corporale

Ogni tanto scrivo a fatica dei segni sui post-it che ho attorno, sono dei veri e propri ghirigori che nel momento in cui li scrivo hanno un senso, ma già dopo pochi minuti non capisco più cosa vogliano dire: “uff verb”, “discarico cartella”, “calo valvole”, “col di linea”. Eccetera. Dopo qualche ora li riguardo, chiudo gli occhi, li accartoccio, li butto via. Per salvare control-x control-s.

Entro da feltrinelli di Roma, è mattina presto e fa anche freddo. Dentro no, le pompe d’aria calda di feltrinelli mi circondano con tutto l’affetto possibile concesso a delle pompe di aria calda. La gente dentro si muove come si muovono i gatti: ognuno fa finta che non esista il vicino, coppie si separano quasi senza rendersene conto, tutti seguono l’odore della propria personale erba gatta.
Anche io cerco due libri che feltrinelli non ha.

I due libri che volevo e che non aveva feltrinelli erano due. Potevano anche essere tre, invece no, due. In realtà era solo uno. E non so se lo volessi davvero, ero curioso. Un libro che volevo sfogliarlo perché mi sento troppo vecchio per leggerlo. Voglio essere sicuro di essere ancora capace.

La seconda cosa che avrei comprato da feltrinelli era l’ultimo numero di una rivista. I numeri precedenti della rivista non erano in linea con i miei interessi, e soprattutto erano stati scarificati da una delle bestie di casa. Altro problema dei libri, e delle riviste, essere scarificati dalle bestie che ho a casa.

Altro problema sono le bestie che ho dentro di me, e fuori. Gli acari della pelle sono intimamente connessi con i fiori nervosi che poi arrivano direttamente alle parti della mia coscienza preposte all’immaginazione delle cose, alla ideazione, alla gestione del materiale informativo che mi arriva dal mondo. Alla rabbia, al tempo, ai like, al vuoto.

Ci introducono in questo teatro, intorno ci sono miei simili. Sotto al palco, quello tiene il microfono, ci sorride. Si chiama Federico Blò. Ha un gessato grigio e la faccia di uno che si fa la barba tutti i giorni. Odora di canfora, anche a distanza. Dice che ci parlerà delle opere di misericordia corporali. Ci sono anche le spirituali, spiega, ma di quelle non parla.

Le opere di misericordia corporale sono sette. Dare da mangiare, da bere, accogliere stranieri, vestire, andare da malati, in carcere.
Seppellire.
Tutti conosciamo quest’uomo. Uomo vero, compiuto, prototipo. Non tutti hanno coscienza di quello che hanno fatto.

Ogni anima ha un rotolo di parole da dire a Osiride. È una tecnologia di tremilacinquecento anni fa.

Bisogna esercitare una caratteristica, il vedere. Esercitare gli occhi. Il sistema è basato su turni di dodici ore. Ma come fate ad essere sempre così pronta? È molto semplice, io parlo e tutto mi risponde.

Con questi telefonini è possibile dare un euro o due. La batteria in uso è quasi scarica. Molti di noi sono mamme. I gesti che noi facciamo sono sempre gli stessi, ma anche le note sono sempre le stesse. Eppure fanno musica. Anche i nostri gesti.

Ti prego muori tra le mie braccia. Per sempre.

Sentire la sua presenza, anche in mancanza di campo. Non dobbiamo vedere le persone con i nostri occhi ma con quelli della complessità. Il nostro occhio tende a ingrassare.

Federico Blò continua a parlare. Dice di trovare senso nei gesti che ripetiamo ogni giorno, perché altrimenti, a vedere la cosa dall’esterno, la vita è insostenibile. Non guardare mai dall’esterno. Limitare la visibilità. Chiudere gli occhi. Li chiudo. La voce di Federico Blò si ferma, tutto rimane immobile, paused. Laura.

Ascoltare, partire, credere, tornare, parlare, toccare, dormire, sentire, sognare, svegliare, cercare, ricordare, pensare, volere, aprire, camminare, premere, rientrare, chiudere, cadere, restare, fermare, provare, smettere. La sua voce, la mia casa, le sue parole, la sua casa, le mie parole, il suo volto, la mia notte, le sue mani, il suo odore, le mie idee, i suoi vestiti, la mia voce, il mio posto, un nuovo posto, la porta, la valle, il muro, la casa, la porta, per terra, immobile, il mio corpo, alzarsi, per sempre.

Esiste un mondo meraviglioso, solo che non è agevole viverci. È il mio e il tuo.
 

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