Venerandi, le credenziali, il rum, il Naviglio

Ciao Fabrizio, scrivo qui perché non ho le credenziali. Ti sei dimenticato di mandarmi le nuove password. Va bene, fanculo dai, tranquillo. Va bene lo stesso, scrivo qui. Volevo aggiornarti sulla questione del testo del musicista belga, intanto non è belga ma è un italiano che vive in Belgio, la cosa è molto diversa, e ora non è neppure in Belgio ma è in Italia, possiamo sentirci col telefono normale, mi ha mandato il canovaccio. Sto sviluppando un testo dal suo canovaccio, idee interessanti, tematiche pirandelliane, Pirandello è un fico e mi è congeniale, ho passato 2 anni della mia vita a lavorare sull’uomo dal fiore in bocca, non andava mai bene, poi quando ho smesso di accanirmi, quando ho smesso di incazzarmi, è andato bene: così è caro Fabrizio, non bisogna incazzarsi ma come si fa, si può fare in molti modi ma non mi metto a elencarli qui perché non è il tema di questo post. Quindi scrivo questo testo per questo tipo pugliese/belga, è un tipo in gamba, insiste per pagarmi poco ma pagarmi il che non è male, l’altra mattina abbiamo parlato al telefono di nomi e di gente senza nome, di capelli e di gente senza capelli, barbieri e giorni di chiusura dei barbieri, in genere il lunedì, se esci il lunedì becchi solo camerieri e parrucchiere. Poi va bene, se sei musicista la SIAE va bene, ma per la scrittura non serve a una minchia. Per la scrittura basta che usi il vecchio metodo di auto-spedirti il tuo testo prima di spedirlo a chiunque altro nel mondo e sei a posto. Poi sto completando il romanzo per quell’altro tizio peso, non so se te l’avevo detto, sarà un super-romanzo bomba diviso in 5 parti che si svolge nell’arco di 20 anni, 20 cazzi di anni lunghissimi, l’ultima parte nel 2019 ambientata nel sottobosco dei trafficanti di organi, vedrai che roba poi te ne regalo una copia con la dedica scritta a mano, te la porto personalmente a Genova quando vengo a trovare la zia Mariella. Tutto ciò per dirti che va bene nonostante l’estate, mi gira bene, poi oggi sono a casa malato finalmente un po’ di tempo per scrivere eccheccazzo. Quando mi ammalo sto da Dio non so com’è sto fatto. Dà da pensare eh. Poi la cosa di Locarno, arriviamo da Locarno a Milano. A Milano lì, dalla Lu, la Lu dice che lei ok, non beve e non fa un cazzo ma non può stare in casa se non per dormire ed è troppo presto per dormire. Sicché andiamo a mangiare al sushibar fichetto milanese che non ti dico un cazzo. Cmq è agosto non c’è nessuno tranne quell’altro tizio, ordiniamo qualche birra, quell’altro tizio anche è preso male e dice no dai, veramente è meglio se non bevo più un cazzo, poi salta fuori che deve andare dalla tipa, ma quale tipa?, niente, una tipa che sta vedendo, modella attrice o so che cazzo, una che domenica scorsa gli ha spaccato una chitarra sul grugno, ma scusa gli diciamo tutti, tu vai da una che ti ha spaccato una chitarra sul grugno? Eh, dice il tizio, eh-he, ridacchia, ma che cazzo ridacchi? gli chiediamo tutti, cerchiamo di convincerlo a non andare per non farsi spaccare un’altra chitarra sul grugno. Ma lui niente, è partito e va. Va bene, per cui con la Lu finiamo sui Navigli e lì ti becco sto tipo che mi attacca la pezza del figlio, comincia a parlare di suo figlio e non la smette più, ordina del rum per tutti, anche per gente ad altri tavoli, vuole che tutti bevano rum, dice che non bisogna bere un cazzo che non sia rum o fatto col rum, e lui beve il suo rum e mi attacca la pezza del figlio, fa questo monologo lunghissimo su suo figlio, dice che suo figlio è piccolo ma dentro è grandissimo, non mi ricordo un cazzo tranne questa cosa del figlio che è piccolissimo ma dentro è grandissimo, allora io dico che vado un attimo in bagno. Ed entro nel locale e cerco il bagno e qui parte la storia vera, perché l’interno del locale Fabrizio tu non puoi neanche avere la più vaga idea, tu ma che cazzo parlo a fare, la ricerca del bagno è stata la vera protagonista di quella notte assieme alla Lu che non poteva bere niente aspettando l’alba, e non poteva neanche andare a letto, non poteva stare in casa, doveva aspettare l’alba fuori, guardandola (l’alba), senza bere niente e senza parlare, mentre io cercavo il bagno. Cmq per dirti che mi gira bene ecco e lo stesso spero di te come sempre ma tanto lo so che è così, non preoccuparti, a presto vetz, vai tranq

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