Antonio Koch, facebook e il maglione di coso dei baustelle, non mi ricordo il nome.

Antonio Koch sono venerandi ti sto scrivendo in questo ambiente asettico di wordpress, tutto fichetto azzurro e grigio e bianco, fatto apposta perché io scrittore di blog possa concentrare la mia attenzione sulla mia scrittura e non su cose secondarie come l’orrore o la mia vita, o i miei errori o i tuoi, o tutte le cose che non ci siamo detti e non ci diremo mai perché – facci caso – ognuno crea una rappresentazione sociale di chi lo circonda in qualche modo rasserenante: pensiamo che tutti ragionino come i personaggi di un telefilm, di una fiction, ora si chiamano serial, fiction, telefilm fa vecchio, fa televisione, fa morte.

Un po’ come la telematica, un tempo esisteva la telematica ora c’è la rete, il web, il 2.0, il social, il wiki. Mastichiamo la modernità come fossero dei grossi big babol fatti con grasso di topo, te li ricordi i big babol, quelli grossi che ti riempivano la bocca così tanto che potevi fare a meno di limonare.

Sei uscito da Facebook dici, da WhatsApp, dici. Tutte cazzate Koch, non sei uscito da niente, perché Facebook, WhatsApp sono solo cartine di tornasole, lo sai cosa sono le cartine di tornasole? No? Beh, ragazzo, lascia che ti dica due o tre cose sulla vita reale.

Hai presente quando vai dal dentista, lui sta lì per ore a spaccare pezzi di osso che avevi in bocca da decenni, gli unici monumenti che ci portiamo dietro finché non ci marciscono dentro, quello li spacca, mette delle pappine, accende dei macchinari che fra venti, trent’anni saranno considerati orribili cosi medioevali, ci riempie la bozza di questa roba e dice alla fine, il dentista, dice, chiuda la bocca.

E tu chiudi e lui dice, venerandi, sente spessore. E tu, cioè io, dici cazzo sì, sento spessore, cosa cazzo mi ha messo in bocca, non riconosco niente, e lui dice calmo venerandi e prende in mano un pezzo di carta blu. Sottile, una striscia. Su quel pezzo di carta blu, facci caso, c’è scritto “facebook”.

E il dentista te lo mette in bocca e dice, venerandi ora mastichi, e tu dici che cazzo mastico non sto mangiando niente e lui dice mastichi in generale, e tu mastichi il niente, il foglietto blu con scritto “facebook”. La cosa va avanti per un po’ di tempo finché il dentista non ti dice, ok ora basta.

Toglie il foglietto blu, guarda dentro.

Ascoltami Antonio, figliuolo, ascoltami bene. A questo punto il dottore prende il trapano e inizia a staccare altri pezzi di osso. Del dente appena fatto, o di quelli sotto, inizia a scarificare ogni cosa che sia coperta da quel blu osceno di facebook, toglie tutto, potesse, dico se solo potesse, andrebbe avanti fino alla carne, fino a schizzare di sangue tutta la bocca, la sua mascherina verde, tutto l’ambiente asettico di WordPress.

Sfascerebbe via il dente appena fatto, infilerebbe la punta nel nervo, nelle cavità, fino ad arrivare alla mandibola e se avesse abbastanza punta farebbe forza per forare anche quella.

Tale è la natura del male, che vive e pulsa e più cerchi di pulire e anestetizzare e sanificare e igienizzare, più quello si nasconde, gonfia e accumula il pus della nausea quotidiana, fino all’esplosione goffa del danno, di quella cosa che ti fa cadere e pensi che non ti rialzerai mai più.

Invece Koch, dopo un po’ che sei lì a terra, con tutto facebook che ti laika attorno, che condivide la bava che ti esce dalla bocca, che commenta con ❤ tutte le viscere aperte che si scollano dai tuoi intestini, ecco in quel momento vedi Francesco Bianconi, il cantante dei Baustelle, che esce da H&M con un nuovo maglione fatto di fibre pilifere di ragazza, tutto color blu facebook, lo vedi che cammina per strada a milano con i peli di ragazza che vibrano fuori da tutto il suo maglione e fanno un suono cupo come di apocalisse.

E quindi niente, metti le mano sotto, a coppetta, spingi dentro tutto quello che ti era uscito, ti aggrappi a tutti i mi piace che stanno attorno, con le mani dici che ti piace che la gente gli piaci, ti rialzi in piedi, senti con la lingua se hai ancora i denti, scopri questa nuova bolla che si sta gonfiando piena di pus e che diventerà ancora più grossa della precedente.

Torni nel tuo ambiente asettico di wordpress, scrivi quello che devi scrivere e guardi l'immagine, tua, di wordpress che ti dice che se vuoi puoi diventare immortale, no logo, anche via paypal.

Schermata 2017-04-26 alle 11.10.00

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