Perché ho cominciato a scrivere

Quindi avevo circa tredici anni e accadde; riposavo sull’argine di un fiume che scorre in senso verticale e dall’acqua uscì l’arcangelo. Era di grande bellezza ma con una tosse roca: egli (da qui in poi si intenda l’arcangelo) si portava spesso la mano alla bocca per impedire che schizzi divini di raucedine mi cadessero addosso. La cosa era assai perigliosa (aka: pericolosa) perché la lama cherubinea si avvicinava al suo volto lambendolo: egli infatti aveva in mano una spada, come da iconografia (ref:). Aveva gli occhi azzurri e capelli biondi; sguardo femmineo; occhi scuri; capelli scuri; voce grossa e gorgogliante; divorava il 3D e mi appariva in tutta la maestosità del 4D; fronte scalena; odore da aborigeno.
“ciao dissi con tanta foga da dimenticare le regole basi della punteggiatura e/o virgolettatura alta, tipografica e non.
“Dunque” disse l’angiolo. Si aggiustò gli occhiali sul naso salvifico. BTW immaginatevi la scena con l’angiolo a circa tre metri di altezza di levitazione pane degli angeli. Il pane angelico è una specie di pane che cresce su alcune piante arabe, wikipedia dice.
“Ave venerandi” continuò leggendo chiaramente da qualcosa scritto a penna bic sulla mano libera. “Tu sei pieno di spezia. Da qui il tuo odore caprino”.
“Capisco” risposi non senza una certa solennità. Anni di delusioni avon trovavano una spiegazione divina.
“Sono qui per donarti una grazia a tua scelta” disse ancora l’angiolo. E prima che potessi chiedere perché, disse che era per compensare in qualche modo le rogne che avrei subìto nel mio futuro a causa del dono che l’angiolo stesso mi stava facendo, perché era già scritto nel loggone del libero arbitrio che io avrei chiesto la “grazia della scrittura”, una delle più sgradite all’omo e all’umanità tutta e anche a quella divina e su salendo fino a esseri fatti di puro niente, vuota espansione e contrazione degli astri. Langiolo crollò il capo e disse che era come serpe che si morde la testa, questa cosa di poter scegliere il proprio destino e questa scelta essere in realtà, sto banalizzando ad usum prolet, una sorta di algoritmo, tipo quando, immaginatevi Dio: egli, Dio, al principio, prese i numeri. Uno a uno, e chiese loro, vuoi essere un numero primo, Sì/No/Annulla, e chi sceglieva sì, chi sceglieva no, chi sceglieva annulla e in questo modo vennero decisi i numeri primi all’origine di ogni cosa, questo disse langioletto più a se stesso che a me, quindi.
“La grazia della scrittura non è male” dissi, e quello sospirò, come a volte fanno gli organi interni che hanno collegamenti inaspettati e carnosi con il mondo esterno, le coperte, il sesso, l’aria, la cronosfera, il cosmo, altro.

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