Recensione del macbook air 11”

Benvenuti alla consueta rubrica di recensioni informatiche.

Dunque, ho scelto questo computer apple perché – a livello informatico – i computer apple funzionano meglio. Vorrei sfatare questo mito: spesso sento in giro gente che dice che i computer apple funzionano meglio. È un mito. Sono tutti gli altri che fanno pena. I computer apple funzionano come dovrebbero funzionare benino, hanno difetti come tutti gli altri. Ma niente, non c’è confronto. Oh, non voglio dire che in assoluto i computer macintosh siano migliori. Questo non lo posso dire. Magari in paesi molto lontani dal nostro esistono computer migliori di quelli apple. In india, o presso il gran Khan, o oltre le colonne d’ercole. Non saprei. Ma posso dire che io, messo di fronte a un computer macintosh, sto meglio. Mi calmo. Tocco l’alluminio e provo conforto.

Ho scelto questo computer, parlo del macbook air perché non mi piace. Per niente. Ha un sacco di cose che non mi piacciono. Il mio computer preferito è completamente diverso, ma purtroppo non esiste. Nessuna azienda gli verrebbe in mente di fare un computer come piace a me, e se mai gli venisse in mente, fallirebbe in meno di mezz’ora e io questo non lo auguro al mio peggior nemico. Fallire è sempre sgradevole. Prendi beckett.

Questo macbook air quindi non mi piace, ma ha il vantaggio che è piccolo. Quindi se comprandolo avessi fatto un errore, avrei fatto un piccolo errore. È piccolo e si porta dietro facilmente, è molto leggero. Ha uno schermo un po’ troppo bello. A volte lo accendo e rimango a fissare le parole sullo schermo pensando tra me e me, ma guarda tu che bello schermo, e ho paura di rovinare questo incanto e quindi non lavoro. Avere uno schermo così carino è un grosso difetto. Certe cose devono essere più imperfette, più umane, altrimenti ci lavori male.

Altro difetto è l’inclinazione dello schermo. Io lo inclino e dopo un po’ lui si ferma, e io lo inclinerei ancora ma lui mi fa capire che è arrivato a fine corsa. Allora io spingo più forte e naturalmente lui fa resistenza, allora io inizio a digrignare i denti e spingo ancora, e lui aumenta la sua resistenza e io inizio a gridare e spingo e lui diventa rigido come cosa morta. Anche certi animali, mi hanno detto, fanno uguale: se attaccati si fingono morti per allontanare il predatore. Il mio macbook air undici pollici si comporta esattamente così.

Un pregio di questo portatile, è che è piccolo e che costa meno di altri modelli più grossi e più costosi. Nel prendere questo modello ho soppesato anche il costo. Perché ho scoperto che se inizio ad acquistare cose senza tener conto del loro costo, prima o poi, succedono cose. Tipo gente entra in casa mia e mi tiene fermo contro il muro tenendomi immobilizzate le braccia. E parlano in lingue che non conosco. Sono cose che in ambito tecnologico possono accadere. Quindi sono stato ben attento a prendere un modello che fosse economicamente sostenibile.

Altro difetto di questo portatile è la tastiera. Non è male come tastiera. No, questo non posso dirlo. Non è male, la sto usando ora e sto scrivendo così a gazzum e vedete che riesco a comporre ipotassi anche di una certa complessità benché a ben considerare io preferisca in genere le paratassi perché più facili da gestire e in un certo senso più moderne e ravvicinabili al linguaggio parlato che tanto ci è costato a noi animali senzienti. Come scrivevo altrove (ibidem) pensate a una umanità che decidesse di comunicare solo con i gesti, così da poter usare la voce per altre cose, tipo cantare. Parlo con te gesticolando e intanto canto lodi all’altissimo. Sarebbe comodo.

La tastiera, dicevo. Boh, è un po’ molla. Molletta. Potrei aprire qua un’ampia digressione tra tecnologia bubble, scissor, mechanic e altre ancora, ma non ho la forza. Il computer è grigio e nero. Questo è importante.

Si apre velocemente. Appena alzi lo schermo lui ha già fatto un sacco di roba. Ha scaricato la posta, tipo. A volte penso che mentre è chiuso lui pensi lo stesso. Che proceda a fare le sue cose, che deframmenti la sua memoria, che organizzi trame oscure a mio danno, a danno della mia esistenza. Ne sono quasi certo. A volte di notte mi alzo, mi dirigo a brevi passi verso la cucina dove lui è lì aperto luminescente con davanti a se un banchetto danzante di informazioni che – lascive – si spogliano di fronte ai suoi occhi telecamera: così la rete ci spia, ognuno di noi. Io torno a letto e resto a digrignare i denti tutta la notte fino al mattino quando – sfinito – mi siedo a scrivere le mie recensioni di prodotti apple.

PRO
Piccolo, leggero. Avido.
CONTRO
Maligno. Imperscrutabile. Vendicativo.

(originariamente pubblicato su TEVAC.COM)

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