il piede straniero

foto di gente con la faccia brutta

Ieri ho letto un post su facebook, questo post racconta di una persona su un treno. Questa persona vede un gruppetto di ragazzi che ha preso il treno e che – dopo un po’ – lei intuisce non avere i biglietti. I ragazzi non fanno altro che questo: non hanno il biglietto. Ridono, scherzano. Il fattaccio: il bigliettaio passa e non chiede ai ragazzi il biglietto, mentre lo chiede a una vecchietta, a cui appioppa una multa.

Potrebbe sembrare il tipico post di sana indignazione per l’operato dei bigliettai dei treni, che fanno due pesi e due misure, ma i ragazzi a cui non è stata data la multa non sono solo ragazzi. Sono negri. Nigger. L’indignazione della tipa che ha postato il pezzo non è quindi verso una persona che non ha fatto il suo lavoro o per le ferrovie dello stato, il cuore del problema sono loro, gli stranieri.

Il post procede in maniera meticolosa a mescolare la cronaca di questo viaggio con un panico crescente, le malattie, le gang, il diverso. Gli italiani hanno paura. Per prima la blogger che – dalla narrazione – non pare aver avuto altro ruolo nella vicenda che quello di rodersi l’anima durante tutto il viaggio per poi riversarla, l’anima, l’animale, su facebook con tanto di scatto fatto di nascosto di uno dei nigger.

A cascata: giornali il giorno dopo riprendono la non-notizia scrivendoci sopra un pezzo ad hoc, con tanto di foto del nigger scarificato degli occhi, per la privacy.

Il pezzo della blogger è ridicolo, sotto ogni aspetto ma prende tanti like. Migliaia di like. Perché?

Il primo motivo è la cronaca: qualche giorno prima un ragazzo equadoriano ubriaco ha colpito con un macete un capotreno che chiedeva biglietti. Se sei straniero l’episodio di cronaca non è più cronaca, è politica. Non è pinco pallo ad aver colpito, è tutta la comunità straniera. Ergo, il gruppetto di ragazzi con catene e occhiali da sole fotografati dalla blogger indignata, i nigger, fanno parte dello stesso braccio operativo del diciannovenne con il macete. Nei loro zainetti invicta, probabilmente, al posto del titolo di viaggio erano conservati macete. Per questo la blogger se ne è stata zitta per due ore a sopportare il piede straniero sopra al cuore.

Come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, specie se puzza?

Il secondo è appunto il cuore: è lui a puzzare, quanto il piede straniero. Puzza di cattiva qualità della vita. Puzza di capitalismo e imperialismo di ritorno. Puzza di vorrei ma non posso e non potrò mai e puzza di paura.

Puzza di paura di qualcosa che è reale, perché è in corso un’invasione. Non sto scherzando, è *davvero* in corso un’invasione ha ragione la blogger.

Da millenni.

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