Intervista a Pino

Inauguriamo la nuova rubrica “Mani, festa” con l’intervista a Pino, un racconto-verità del nostro collaboratore Enrico Gattamorta. Con questa rubrica Lamerotanti rinnova il suo impegno sociale verso gli homeless pubblicando racconti-interviste a homeless, foto di homeless postate da homeless, homeless che mangiano omelettes, tutto rigorosamente improntato verso un’ottica di bla bla bla, che stress queste introduzioni.

Intervista a Pino (face to face) di Enrico Gattamorta

“Godo e soffro nell’essere sconfitto. Vedi, ragazzo, scegliere la strada come ultima soluzione non è affatto facile. Ma al tempo stesso è la mia grande salvezza, nel senso che io le mani le ho alzate, mi sono arreso.”

“Ti spiego meglio” dice guardandomi con sufficienza. “Per quanto possa essere arrugginita la forbice, prima o poi il filo si taglia. Stessa cosa se prendi una palla da basket e provi a far canestro. Una o due volte la palla uscirà, ma alla terza, alla quarta o alla quinta entrerà per forza. Cioè la sorte si può sfidare eccome, ma la stessa fatica che fai a perdere la impieghi per vincere, se ci pensi bene… Il filo può essere robusto e le forbici poco taglienti, ma dopo vari tentativi stai sicuro che si taglierà.”

“Oppure puoi dire che fare canestro è difficile, soprattutto se da lontano, ma a forza di tirare prima o poi la palla entra. Lo stesso sforzo che fai per crescere, per migliorare, lo fai per perdere, per distruggere. Diciamo che nella mia vita ho preferito tagliare fili che provare a far canestri, e la difficoltà, ribadisco, sarebbe stata la medesima. Adesso che i fili sono tutti tagliati sto male e bene nello stesso tempo.”

“La palla, invece, non è mai entrata. Solo una volta, ricordo, ha fatto il giro di tutto il canestro, e ti dirò, non è più tornata giù, è rimasta là, incastrata tra il tabellone e il ferro.”

“Il grande filo è sempre teso, ma una volta rotto non si aggiusta più, non si torna indietro. Di possibilità ne offre, non si piega subito alla lama della forbice. Sta a te scegliere una corda robusta e delle forbici poco affilate, da usare comunque con giudizio. Ma il filo non lo scegliamo noi, le forbici sì.”

Il signor Pino termina il discorso. Oltre ad averci capito poco, mi è venuto anche mal di testa. Così insisto, gli chiedo qualche spiegazione in più e soprattutto come applicare questo strano discorso alla vita reale.

“Non credere… anch’io amavo i selfie… anch’io ero fidanzato… non credere… La vita è una costante esperienza, e ogni esperienza è come un bacio perugina, racchiude al suo interno un messaggio, per chi sa leggere. Se non sai leggere, impara, e fallo in fretta.”

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