L’origine dell’universo e noi

Sono con primogenito e secondogenito, sono le otto di un mattino freddo e piovoso, di una domenica, e siamo in un bar semivuoto, loro sono vestiti da scout io da padre di due scout. Bevo un caldo cappuccino, secondogenito mangia una focaccia, primogenito guarda la tv enorme accesa nel bar, è un programma didattico, spiega l’origine dell’universo.

Mi avvicino anche io allo schermo, vicino a primogenito, e sento questa voce off, molto roca, molto vicina che racconta di come era l’universo prima della nascita dello spazio e del tempo. Si vede una piccola luce bianca. La voce roca dice varie cose e poi big bang. Seguono effetti speciali tipo esplosione della morte nera.
Sorseggio il cappuccino. Primogenito mastica e poi dice che in pratica questo documentario non dice niente che non sapessimo già.
Alzo le spalle. “Il fatto che l’universo sia nato da una esplosione e che sia pure in espansione, sono due fatti che non mi riempiono di entusiasmo” dico serio.
Primogenito guarda me, poi torna a fissare lo schermo. La voce roca alla tv intanto dice la parola “radiazioni” con lo stesso tono con cui potrebbe dire “abracadabra”.

Poi penso a come doveva essere l’universo prima che si creassero concetti come “tempo” e “spazio” e non mi viene in mente niente. Niente che possa avere senso. Niente che possa aver premuto il grilletto del big bang. Chiudo gli occhi e penso ancora a un mondo senza spazio e senza tempo, e finalmente vedo emergere una figura, ampia, sagomata, colorata: è peppa pig. Riapro gli occhi, terrorizzato.
Primogenito avverte il tremito e mi guarda.
“Peppa pig” dico soltanto, e indico la tv su cui ora roteavano stelle incandescenti.
Primogenito si allontana impercettibilmente da me.

È pomeriggio e sono nel letto con terzogenita. C’è la pimpa alla televisione, guardo la televisione con terzogenita perché ha la febbre. Sta male. Quando terzogenita sta male non sta male in generale, ma si incazza con te, come se fosse colpa tua. La pimpa attenua l’incazzatura e guardiamo questa volta stellare dell’universo in cui le stelle cadenti sono stelle che effettivamente scivolano e cadono per terra. Pimpa ne salva una con una corda. Pimpa fa amicizia con una stella. Ciao chi sei? Sono una stella e tu? Sono la pimpa. I dialoghi della pimpa sono tutti così, molto conoscitivi. Le stelle sono bambinette simpatiche, un po’ come tutti i personaggi della pimpa. Altre stelle cadono a terra. Si scopre che c’è un omone verde o azzurro non ricordo che a terra raccoglie le stelle cadute (già cadenti), le mette in un grosso cannone e le rispara in cielo.
Così si mantiene coerente la volta stellata.

“Non funziona così” dico a terzogenita, l’universo è in espansione, non si può rimettere a posto. “Pimpa mente” aggiungo, ma terzogenita ha chiuso gli occhietti e sta con la faccia da malata a fissare il mio muso che fissa il cannone. Io aspetto che la pimpa riveli chi è quell’uomo azzurro o verde che rispara le stelle in cielo. Sono davvero molto interessato, ma Pimpa mi frega, fa partire la sigla a tradimento. Non viene spiegato. Forse è troppo complesso.

Alla sera sono in chiesa, c’è la santa messa e io sono con secondogenito che guarda il soffitto della chiesa e sogna i pokemon. Si parla dell’origine di Gesù. Lo spirito santo, il problema della verginità. Gli angeli che appaiono in sonno. Le stelle attorniano i volti dei santi dipinti sui muri. Probabilmente prima del tempo e dello spazio poteva esserci qualcosa tipo Dio. Dio è compatibile con cose prive di spazio e tempo, sicuramente più di peppa pig. Un esplosione irraccontabile, radiazioni e materia, universi in espansione e io sono qua con un figlio che sogna i pokemon assonnato. Odore di carne, di pelle. Gente che barcolla, si inginocchia.

La donna che mi è vicino mi prende per mano improvvisamente, è il momento del padre nostro, tutti si prendono per mano. Recitiamo la stessa cosa, tutti quanti, per un po’ di tempo, ci aggrappiamo e la nostra faccia diventa la stessa, moltiplicata per tutta la chiesa.

Poi una voce, da fuori, inizia a cantare, una canzone americana.

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