Cose Successe

{sono a milano parlo con blogger e intravvedo una forma di vita contemporanea che trae nutrimento dalle pizzette e gli spritz dei vari eventi editoriali serali: a milano, mi dicono, almeno uno al giorno c’è, se ti muovi veloce e sei ben infor[nm]ato vivi con quello: e poi si dice che con la cultura non si mangia;

sono in auto vedo dei capelli neri e castano/nero sul sedile dico strano, parto poi guardo nello specchietto retrovisore e vedo suzanne vega, seduta dietro; “gesù cristo!” esclamo come italian spiderman e lei dice ciao venerandi perché ascolti da tre giorni questo mio cd che è il più brutto che abbia mai fatto? e io continuo a guidare e dico che effettivamente è il suo cd più brutto, ma io devo comunque ammortizzare la spesa. “e poi la bellezza annienta” aggiungo. lei dice “capisco” e si sdraia sul sedile dietro, come io quando ero bambino di notte;

ricevo gli auguri di natale della polizia postale italiana, c’è un grosso gif, un babbo natale con un grosso sacco di iuta che se ne va e io non posso non pensare che sia un ladro che fugge con il maltolto. avverto la polizia postale del fatto, non si sa mai;

gioco a forbice sasso carta con secondogenito e buttiamo lo stesso segno, ridiamo e incredibilmente buttiamo ancora lo stesso segno, ridiamo di più e incredibilmente buttiamo ancora lo stesso segno, ridiamo forte e incredibilmente buttiamo ancora lo stesso segno, ridiamo assieme e incredibilmente buttiamo ancora lo stesso segno, ridiamo a crepapelle e incredibilmente buttiamo ancora lo stesso segno, ridiamo a stare male e incredibilmente buttiamo ancora lo stesso segno, ridiamo incidentalmente e incredibilmente buttiamo ancora lo stesso segno, ridiamo a pezzetti e incredibilmente buttiamo ancora lo stesso segno, ridiamo e ridiamo buttandoci per terra;

di notte sono in autostrada, mi fermo, entro nell’autogrill, vado dalla ragazza dell’autogrill e le chiedo una cioccolata calda; lei non se lo aspettava, manda odore: prende un coso di metallo, ci mette della polvere, latte, e poi mescola per un tempo lunghissimo, ogni tanto mi guarda e poi riprende a mescolare. alla fine mi dà tutto, io bevo guardando fuori gente che parla nel gelo dello zero termico. alla fine restituisco tazza e bricco e lei mi tiene le mani e mi dice, davvero, come era la cioccolata? io sorrido e le dico sei stata brava, lei esplode in bandierine colorate e frammenti di gratta e vinci;

sono in auto di mia nipote, viaggio lungo, da solo e vedo che ci sono dei cd di mia nipote e mi dico, beh, sento un po’ di musica e resto un po’ in dubbio se sentire laura pausini, britney spears o fare un frontale contro un camion che sta arrivando in senso opposto. ‘beh – penso – meglio scegliere il male minore’ e inizio a puntare il camion, quando vedo un raccoglitore di cd con dentro dei cd con scritte a pennarello. ne prendo una a caso è dei dire straits. dico beh, i dire straits non è male, quella delle patatine gratis non è male, è l’unica che conosco;

metto il cd e inizio ad ascoltarlo e penso che i dire straits sono in pratica uguali a frank zappa, finché non capisco che il cd sta saltando. è completamente rigato. quando non salta si sente il cantante dei dire straits che fa del blues, così coinvolgente che spero che la traccia dopo sia rigata. in fondo zappa non mi dispiace. a 44 anni ho la rivelazione che il non aver approfondito la discografia dei dire straits non è stata questa grande perdita;

dopo un po’ vedo nel raccoglitore un cd con scritto a pennarello Pink Floyd. Penso, beh, pink floyd, comunque casco bene, con una mano faccio sputare il cd dei dire straits, lo butto nei sedili dietro e infilo dentro quello dei pink floyd scritti a pennarello;

parte the final cut. penso, beh a pelo. l’abum dopo e ero fregato. a pelissimo.
ascolto tutta la prima canzone di the final cut, me la godicchio anche un po’, e poi finisce e parte la seconda, selling england by the pound.
e qui rimango un attimo interdetto, gran pezzo selling england by the pound. ma sono i genesis non i pink floyd. la ascolto tutta, parte il terzo è the watchers of the sky. altro gran pezzo, ma dei genesis. parte il quarto, the musical box, ancora in genesis, la faccio breve: tutto il cd dei pink floyd è dei genesis tranne il primo pezzo;

e qui inizio a fantasticare. chi ha fatto il cd? un amico stronzo di mia nipote che ha deciso che mia nipote deve sentire ottima musica, ma non avere una buona cultura musicale, anzi, deve fare delle future figure di merda, tipo andare a sentire un concerto dei pink floyd e dal pubblico urlare “fai Supper’s Ready vecchio dinosauro!”. un po’ come andare al derby nella curva sbagliata. roba che ti menano;

oppure penso che – e qui succede la cosa che non mi aspettavo: un camion contromano viene diretto contro di me e dentro l’abitacolo vedo la faccia disperata del camionista che ascolta laura pausini, addio amici}

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