Il sindaco di Genova contro Ronnie McDonald

GENOVA – Il Sindaco ha dichiarato il suo assenso alla costruzione di un ipermercato in città, ha firmato un «protocollo» con la comunità dei consumatori che esclude dal tavolo la COOP, e questo ha scatenato il centrodestra che chiede un referendum popolare «contro». Tuttavia nell’apertura del sindaco alla costruzione di un ipermercato c’è un limite: il Sindaco dice no alla presenza del logo luminoso di McDonald. Perché? «Un logo luminoso di McDonald è necessariamente molto visibile da diverse prospettive — spiega —, diventerebbe un simbolo identitario molto forte. Mi sembra che sia un segno nel paesaggio cittadino di peso eccessivo se rapportato a una comunità di consumatori di sole ottomila persone». L’idea poi di costruire la ipermercato in una zona in prossimità del porto, lungo la costa, aumenterebbe l’impatto dell’ipermercato nello skyline di Genova: «Per noi Il logo luminoso di McDonald è indispensabile — ribatte Ronnie Mc Donald, responsabile dell’associazione per la costruzione della ipermercato —, è come se ai cristiani si chiedesse di costruire una chiesa senza campanile. Il logo luminoso di McDonald ha una funzione molto importante proprio perché è così visibile: segnalerebbe a chi viene a Genova e vuole consumare, e non conosce la città, dove c’è un ipermercato». Ronnie Mc Donald si dice disponibile a trattare sulle dimensioni: «Possiamo discutere sul progetto, farlo non molto alto, ma per noi avere Il logo luminoso di McDonald è come avere la bandiera americana». Non ci sarebbe invece il problema del richiamo del jingle pubblicitari: «Sappiamo che Genova non è una città di consumatori, il jingle si sentirebbe solo all’interno dell’ipermercato». Ma prima del logo luminoso di McDonald viene l’ipermercato, e la strada per la sua costruzione è tutt’altro che facile. In sole due ore venerdì il comitato anti-ipermercato costituito oltre che dal centrodestra da esponenti dell’Italia dei valori, dell’Udc e dell’Udeur, ha raccolto 1.600 firme di cittadini a favore del referendum consultivo. Contrario il Sindaco: «È un’iniziativa illegittima: non si può fare un referendum su un diritto costituzionale come la libertà di consumo». Il governatore della Liguria Claudio Burlando sul logo luminoso di McDonald dimostra cautela: «Bisogna stare attenti all’uso dei simboli». Quanto al referendum, dopo le dichiarazioni di Ronnie Mc Donald, leader dell’associazione Italia Consumata, favorevole alla consultazione popolare purché aperta anche ai consumatori regolari, Burlando apre una breccia: «Se il referendum fosse condiviso anche dai consumatori come strumento di ricerca di consenso e di confronto con la popolazione, potrebbe anche essere una strada percorribile». Ma il malumore dei genovesi è palpabile. Nel quartiere del ponente cittadino (tradizionalmente operaio e di sinistra) dove la comunità dei consumatori ha acquistato le aree per costruire l’ipermercato, c’è stata negli ultimi due anni una sollevazione popolare tanto che è ora necessario trovare un altro sito. Ma dove? Si fa strada l’ipotesi del porto, dove in epoca medievale era presente un ipermercato. «A noi — dice Ronnie Mc Donald — l’idea piace, si darebbe un segnale di continuità storica della presenza del consumo a Genova e della convivenza civile ». Agli abitanti del centro storico l’idea piace molto meno, sono soprattutto loro che venerdì hanno risalito i vicoli per firmare la petizione pro-referendum.

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