i videogiochi sono usciti dal mio corpo

citizen kabuto

la cosa è questa io sono di fronte a questo carcere, siamo su un fottuto pianeta esterno e io devo liberare questo bambino idiota chiuso nel carcere e abbiamo anche una gran bomba che ci permetterà di sfondare le porte del carcere, abbiamo delle armi, abbiamo dei jet-pack, abbiamo dei nemici, cecchini, spezzatori, vermi alati, abbiamo tutto quello che ci serve e ogni volta ci ammazzano, il cuore rosso diventa nero, rendiamo l’anima al signore e simone dice ci proviamo di nuovo e io dico occhei e ci riproviamo e mi rendo conto, nella prima volta nella mia vita, che i videogiochi non mi piacciono più.
io capisco che per liberare il bambino nella prigione devo lavorarci ore, devo riuscire ad ammazzare i cecchini e i vermi volanti, senza scendere nella valle dove c’è la prigione, ma restando in alto e poi scendere e fare piazza pulita e solo alla fine, dannazione solo alla fine, scendere con la bomba che fa esplodere le porte del carcere, perché se prendo subito la dannata bomba il jet-pack non riesce a sollevarmi, sono troppo pesante, io questa cosa l’ho capita quasi subito e mi sono anche reso conto che con qualche ora sarei abbastanza skilled da fare questo piano e passare al punto dopo e –dicevo– per la prima volta nella mia vita mi sento che non ne ho voglia, dirò di più, non ne ho la benché minima intenzione, che stare due ore al computer a fare lavoro muscolare, puro lavoro muscolare, alla fine mi renderà solo svuotato, intontito, instupidito; che se passassi la sera, dico tre ore a diventare skilled e poi passare il dannato livello e fare esplodere le porte del carcere io sarei felice, per qualche attimo, perché avrei passato il punto, avrei finito un capitolo della mia vita.
ma quel percorso, quelle tre ore passate a diventare skilled, sarebbero tre ore terribili, sarebbero l’anticamera dell’inferno, perché io sarei lì con il mio corpo a fare puro lavoro muscolare, ma dentro di me mi chiederei, cosa cazzo sto facendo, perché sono qua a fare questa cosa, perché sto usando questo prodotto per l’intrattenimento: da cosa mi deve intrattenere: per non pensare a cosa: per non pensare alla morte.
e mi vedo automaticamente, non posso non farlo, mi vedo automaticamente nella sala della mia casa a sant’olcese, davanti allo schermo fosfori ambra dell’apple ][ che faccio la parte finale di pitfall II, che voleva dire salire scale e non farsi uccidere da uccelli volanti, per infiniti piani, e io salivo con il cuore in gola, per ore e ore e oggi penso dio mio ma cosa cazzo ci stavo a fare lì seduto a muovere harry pitfall per ore e giorni su per quelle scale in salita, solo scale e uccelli, e il mio movimento muscolare che pensava che dovevo salire ancora un piano, ancora solo uno e poi sarebbe finito tutto e poi invece scrollava e c’era ancora un piano e così per sempre.
e dico a simone facciamo basta e lui dice no, ancora e io dico magari cambiamo gioco e lui dice va bene e ne metto un altro ed è ancora peggio, ora sono una palla di grasso che salta in una serie di sotterranei con cavità piene di lava infuocata e io mi butto indietro e vedo la palla di grasso che cade nel foro e muore, chiude gli occhi e tutto lo schermo diventa rosso sangue.
e capisco che niente, è finita, i videogiochi sono usciti dal mio corpo, hanno cambiato la loro forma o il mio corpo si è modificato, come succede a certo organismi, i miei muscoli si sono rigenerati in maniera inversa, si sono contratti e rilasciati, sono diventati avvelenati e ora ogni cosa che arrivi da fuori cambia forma e gusto, c’era questa vecchia a cui facevo assistenza anni fa, e mi diceva di prepararle dei piatti e io li cucinavo e lei li mangiava, in questa cucina di nervi e lei assaggiava il piatto e poi batteva il pugno sul tavolo e poi si picchiava la fronte e diceva, aveva la voce triste, rassegnata, diceva che gli era cambiata la bocca, che i piatti che le piacevano prima, adesso sentiva il gusto cambiato e non riusciva a mangiarli, non le dicevano niente, prima pensavo che fosse colpa mia, poi ho visto che anche quando venivano altri a cucinarli la scena era la stessa, gli era cambiata la bocca.
la prigione è rosso fuoco, come l’aria, e penso alle cose che posso fare e sento un senso di libertà e di pesantezza, guardo simone e sento una forza che mi schiaccia contro la terra, i suoi fori, la lava infernale e simone alza la voce e chiede se può giocare lui, adesso.

Annunci

One thought on “i videogiochi sono usciti dal mio corpo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...