Tutta la verità sul tempo

A volte penso che il tempo non esista, non dico il tempo in senso fisico, anche la semplice misurazione umana delle cose.

Che la vita sia una successione rapidissima di flash al buio che immediatamente spariscono nel nulla. La memoria, la storia di quello che pensiamo che sia avvenuto, non è davvero quello che è avvenuto, ma un surrogato mentale, una sorta di sogno continuo che facciamo, immaginatelo come un refresh di uno schermo.

Ieri non esiste, non ci siamo davvero svegliati nel nostro letto questa mattina, non siamo mai stati bambini, semplicemente il passato non è mai esistito. Quello che esiste è il nostro bruciare risorse per un attimo, poi per un attimo, poi ancora per un attimo e tutto quello che precede o segue quell’attimo non è misurabile: non è quello che siamo stati o quello che saremo, ma qualcosa di completamente diverso. Un liquido, una formula algebrica: io lo penso come un raddensamento di materiali magmatici solo parzialmente organici.

Non so se avete mai navigato in una unità disco guardando soltanto i codici esadecimali salvati in ogni singolo blocco. Ecco, pensate la stessa cosa per un disco fisso infinito, non costante e nel quale non esista nessun tipo di formalizzazione informatica. Zampe, arti, paesaggi vulcanici, flora. È solo una mia semplificazione.

Pensare che quello che facciamo resti, in qualche modo, che crei una memoria collettiva, è un’autoterapia della sopravvivenza, immagino. A nessuno piacerebbe essere soltanto un elemento che sfarfalla immerso in un vuoto desolante per milioni e milioni di anni luce.

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qr code

  • quindi – secondogenito – l’idea è che uno cammina lungo l’acquedotto
  • e ogni tanto ci sono dei QR Code
  • ok
  • e tu li inquadri con il cellulare e lui ti spiega cosa stai guardando
  • cioè tu cammini, vedi un QR Code, lo inquadri e il cellulare ti dice, “stai guardando un QR Code”. Utile
  • dunque

un ferro da stiro, un pigiama, un grembiule e un bracciale pandora (per tacer di franceschini)

– un ferro da stiro, un pigiama, un grembiule e un bracciale pandora devono attraversare un fiume
– ok
– se il ferro da stiro rimane da solo con il grembiule o il pigiama li stira
– ok, chiaro
– ci sta
– sì, ci sta
– se il bracciale pandora rimane da solo con franceschini…
– uh, non avevi parlato di franceschini…
– meno se ne parla meglio è
– ok, ha senso
– comunque se un bracciale pandora rimane solo con franceschini, franceschini inizia a chiedersi se la cosa lo rende felice
– ok. e la cosa lo rende felice?
– franceschini fa un fallback
– ah
– si chiede cosa sia la felicità
– mi farei la stessa domanda anche io se fossi franceschini
– franceschini si dice che la felicità è una camera a gas. ci pensa ancora. e poi dice che la felicità è un palazzo che brucia in città
– le basi
– le basi. ma dopo queste due considerazioni franceschini è sfinito e…
– e…
– …e in quel momento il bracciale pandora attacca franceschini
– tipico dei bracciali pandora
– sì, ma franceschini non lo sapeva, non era preparato. il bracciale pandora ha 20 di resistenza, 16 di agilità, 17 di danno, 8 di potere psichico mortale. il bracciale pandora è in buone condizioni. il bracciale pandora sembra affaticato
– e franceschini?
– franceschini è nel pd
– ah, cazzo
– il bracciale pandora contro franceschini vince anche con un braccio solo
– anche a tirarci contro i pop corn vinci, contro franceschini
– infatti. franceschini fa per arrendersi e alza bandiera bianca
– non era rossa?
– aspetta. fa per arrendersi, alza bandiera bianca, solo che non è bianca
– non è bianca
– no. è la bandiera del reich
– ah cazzo. il terzo reich?
– no, reich 2.0
– reich 2.0
– un upgrade
– capisco. e come la prende il bracciale pandora?
– il bracciale pandora ha una situazione sentimentale confusa
– beh, con franceschini su una barca anche io avrei delle confusioni di carattere sessuale
– il bracciale pandora prende due di danno
– uh
– il bracciale pandora sembra molto stanco
– franceschini le approfitta?
– ma quando mai. franceschini fa movimenti inconsulti finché il bracciale pandora non si riprende
– perché?
– è del pd. quelli del pd fanno così
– ecco
– il bracciale pandora attacca franceschini e lo uccide. morendo franceschini perde uno spadino con rune elfiche, un libro scritto da se stesso e un catalogo del postalmarket 2017 apocrifo
– wow
– il bracciale pandora raccoglie tutti gli oggetti. improvvisamente
– “improvvisamente” cosa?
– improvvisamente

Il metodo con cui mio figlio mi abbraccia all’inverso

il metodo che mio figlio secondogenito ha di abbracciarmi è questo: si pone in posizione elevata, tipo una sedia o degli scalini: aspetta che io passi nelle vicinanze: si lancia con tutta la forza che ha sulla mia schiena, braccia e gambe a incastro: si abbandona al suo stesso peso

è un aggrapparsi da dietro, di cui sento la presa, la volontà, il dolore alla schiena, la forza necessaria per sostenere questo abbraccio all’incontrario: è l’unico abbraccio che secondogenito mi concede, e me lo tengo stretto

se provo ad abbracciarlo dal davanti si divincola, ritira gli arti all’interno del corpo, cerca di ferirmi con gli angoli naturali della sua forma spigolosa. muta forma. fugge

quando è sulla mia schiena, con la faccia nascosta dietro di me, penso che potrei andare in giro con lui, vivere con questo secondogenito che poi – si sgancerebbe all’improvviso – per sparire in qualche suo meandro digitale

mi ero immaginato una volta che non esistesse il cacciatore. dico in cappuccetto rosso. e nemmeno la nonna. avevo anche scritto un racconto di questo bi-essere: un lupo che gira furioso per i boschi mentre dentro di lui una bambina dal cappuccio rosso, ingoiata viva, continua a crescere, parlare, prendere spazio, divorare organi interni

così comunico con secondogenito con gli arti, lo sguardo suo su di me il mio su di lui, le nostre parole spinose che appena ci escono di bocca iniziano subito a contorcersi e lui furibondo addenta le mie e io a morsi azzanno le sue

time

– papà
– dimmi secondogenito
– preferiresti parlare con il te stesso del passato o quello del futuro?
– uhm. quello del passato
– ok. però non è possibile
– lo so, il tempo…
– no, voglio dire: se tu parlassi con il te stesso del passato, contemporaneamente il tuo te stesso del passato starebbe parlando con il te stesso del futuro
– …
– è un paradosso. non puoi fare una scelta
– ti amo

Persone unite contro Goldrake #270917

quelli che sono andati davvero alla festa di Smarties, quelli che hanno davvero giocato nella squadra dei Ringo Boys, quelli che hanno davvero creduto a Steve Jobs, quelli che provano dolore, Renzi vestito da Boy Scout che fa una BA ma dentro di sé cova l’abisso e il rancore, D’Alema che dice “oplà”, Salvini che di notte si toglie la faccia e inizia a respirare, la sinistra italiana che si divide ancora ma questa volta c’è la fusione del nocciolo, Bersani che la sera si chiude in bagno, apre l’anta dello specchio, prende la bambola, prende il pettine, si mette a pettinare e poi chiude lo specchio e c’è Bob che ride, Jovanotti che chiama al telefono Ligabue per proporgli di partecipare a un torneo di fantacalcio, il 2016 che sembra che tutti muoiano ma poi invece qualcosa è sopravvissuto lo stesso, i Baustelle che fanno un nuovo disco con tutti i testi scritti da Claudio Cecchetto e finalmente ridono e sono felici, Tim Cook che sale sul palco e sta zitto e cammina un po’ avanti e indietro, muove le mani e poi dice solo “wow” e scende e tutti fanno l’applauso più lungo del mondo, la canzone dell’estate, le compilation, la musica sudamericana, il popolo di internet, il video che ha commosso, i tuoi ricordi su Facebook, quelli che pensano davvero di essere importanti per Facebook, quelli che gli fa piacere rivedere il post di 15 anni fa quando ancora avevano la speranza e sapevano sognare, il mio maglione che puzza di roditore morto, quelli che hanno i gruppi chiusi dove possono condividere i post di gente del loro livello, quelli che si fanno di Netflix al posto della droga leggera, quelli che fanno facile ironia perché con la difficile provano disagio, gli hipster, i nerd, i geek, il proletariato suburbano, gli immigrati che vengono in Italia per aiutarci a casa nostra, la gente senza cuore che affitta a terzi lo spazio libero sotto lo sterno per tenerci piccoli oggetti in laminato, David Bowie che dice basta, Prince che dice basta, Leonard Cohen che dice basta, quello che per lavoro fa i meme, quello che per lavoro fa i video YouTube, quello che per lavoro muore sul posto di lavoro