qr code

  • quindi – secondogenito – l’idea è che uno cammina lungo l’acquedotto
  • e ogni tanto ci sono dei QR Code
  • ok
  • e tu li inquadri con il cellulare e lui ti spiega cosa stai guardando
  • cioè tu cammini, vedi un QR Code, lo inquadri e il cellulare ti dice, “stai guardando un QR Code”. Utile
  • dunque
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un ferro da stiro, un pigiama, un grembiule e un bracciale pandora (per tacer di franceschini)

– un ferro da stiro, un pigiama, un grembiule e un bracciale pandora devono attraversare un fiume
– ok
– se il ferro da stiro rimane da solo con il grembiule o il pigiama li stira
– ok, chiaro
– ci sta
– sì, ci sta
– se il bracciale pandora rimane da solo con franceschini…
– uh, non avevi parlato di franceschini…
– meno se ne parla meglio è
– ok, ha senso
– comunque se un bracciale pandora rimane solo con franceschini, franceschini inizia a chiedersi se la cosa lo rende felice
– ok. e la cosa lo rende felice?
– franceschini fa un fallback
– ah
– si chiede cosa sia la felicità
– mi farei la stessa domanda anche io se fossi franceschini
– franceschini si dice che la felicità è una camera a gas. ci pensa ancora. e poi dice che la felicità è un palazzo che brucia in città
– le basi
– le basi. ma dopo queste due considerazioni franceschini è sfinito e…
– e…
– …e in quel momento il bracciale pandora attacca franceschini
– tipico dei bracciali pandora
– sì, ma franceschini non lo sapeva, non era preparato. il bracciale pandora ha 20 di resistenza, 16 di agilità, 17 di danno, 8 di potere psichico mortale. il bracciale pandora è in buone condizioni. il bracciale pandora sembra affaticato
– e franceschini?
– franceschini è nel pd
– ah, cazzo
– il bracciale pandora contro franceschini vince anche con un braccio solo
– anche a tirarci contro i pop corn vinci, contro franceschini
– infatti. franceschini fa per arrendersi e alza bandiera bianca
– non era rossa?
– aspetta. fa per arrendersi, alza bandiera bianca, solo che non è bianca
– non è bianca
– no. è la bandiera del reich
– ah cazzo. il terzo reich?
– no, reich 2.0
– reich 2.0
– un upgrade
– capisco. e come la prende il bracciale pandora?
– il bracciale pandora ha una situazione sentimentale confusa
– beh, con franceschini su una barca anche io avrei delle confusioni di carattere sessuale
– il bracciale pandora prende due di danno
– uh
– il bracciale pandora sembra molto stanco
– franceschini le approfitta?
– ma quando mai. franceschini fa movimenti inconsulti finché il bracciale pandora non si riprende
– perché?
– è del pd. quelli del pd fanno così
– ecco
– il bracciale pandora attacca franceschini e lo uccide. morendo franceschini perde uno spadino con rune elfiche, un libro scritto da se stesso e un catalogo del postalmarket 2017 apocrifo
– wow
– il bracciale pandora raccoglie tutti gli oggetti. improvvisamente
– “improvvisamente” cosa?
– improvvisamente

Il metodo con cui mio figlio mi abbraccia all’inverso

il metodo che mio figlio secondogenito ha di abbracciarmi è questo: si pone in posizione elevata, tipo una sedia o degli scalini: aspetta che io passi nelle vicinanze: si lancia con tutta la forza che ha sulla mia schiena, braccia e gambe a incastro: si abbandona al suo stesso peso

è un aggrapparsi da dietro, di cui sento la presa, la volontà, il dolore alla schiena, la forza necessaria per sostenere questo abbraccio all’incontrario: è l’unico abbraccio che secondogenito mi concede, e me lo tengo stretto

se provo ad abbracciarlo dal davanti si divincola, ritira gli arti all’interno del corpo, cerca di ferirmi con gli angoli naturali della sua forma spigolosa. muta forma. fugge

quando è sulla mia schiena, con la faccia nascosta dietro di me, penso che potrei andare in giro con lui, vivere con questo secondogenito che poi – si sgancerebbe all’improvviso – per sparire in qualche suo meandro digitale

mi ero immaginato una volta che non esistesse il cacciatore. dico in cappuccetto rosso. e nemmeno la nonna. avevo anche scritto un racconto di questo bi-essere: un lupo che gira furioso per i boschi mentre dentro di lui una bambina dal cappuccio rosso, ingoiata viva, continua a crescere, parlare, prendere spazio, divorare organi interni

così comunico con secondogenito con gli arti, lo sguardo suo su di me il mio su di lui, le nostre parole spinose che appena ci escono di bocca iniziano subito a contorcersi e lui furibondo addenta le mie e io a morsi azzanno le sue

time

– papà
– dimmi secondogenito
– preferiresti parlare con il te stesso del passato o quello del futuro?
– uhm. quello del passato
– ok. però non è possibile
– lo so, il tempo…
– no, voglio dire: se tu parlassi con il te stesso del passato, contemporaneamente il tuo te stesso del passato starebbe parlando con il te stesso del futuro
– …
– è un paradosso. non puoi fare una scelta
– ti amo

Persone unite contro Goldrake #270917

quelli che sono andati davvero alla festa di Smarties, quelli che hanno davvero giocato nella squadra dei Ringo Boys, quelli che hanno davvero creduto a Steve Jobs, quelli che provano dolore, Renzi vestito da Boy Scout che fa una BA ma dentro di sé cova l’abisso e il rancore, D’Alema che dice “oplà”, Salvini che di notte si toglie la faccia e inizia a respirare, la sinistra italiana che si divide ancora ma questa volta c’è la fusione del nocciolo, Bersani che la sera si chiude in bagno, apre l’anta dello specchio, prende la bambola, prende il pettine, si mette a pettinare e poi chiude lo specchio e c’è Bob che ride, Jovanotti che chiama al telefono Ligabue per proporgli di partecipare a un torneo di fantacalcio, il 2016 che sembra che tutti muoiano ma poi invece qualcosa è sopravvissuto lo stesso, i Baustelle che fanno un nuovo disco con tutti i testi scritti da Claudio Cecchetto e finalmente ridono e sono felici, Tim Cook che sale sul palco e sta zitto e cammina un po’ avanti e indietro, muove le mani e poi dice solo “wow” e scende e tutti fanno l’applauso più lungo del mondo, la canzone dell’estate, le compilation, la musica sudamericana, il popolo di internet, il video che ha commosso, i tuoi ricordi su Facebook, quelli che pensano davvero di essere importanti per Facebook, quelli che gli fa piacere rivedere il post di 15 anni fa quando ancora avevano la speranza e sapevano sognare, il mio maglione che puzza di roditore morto, quelli che hanno i gruppi chiusi dove possono condividere i post di gente del loro livello, quelli che si fanno di Netflix al posto della droga leggera, quelli che fanno facile ironia perché con la difficile provano disagio, gli hipster, i nerd, i geek, il proletariato suburbano, gli immigrati che vengono in Italia per aiutarci a casa nostra, la gente senza cuore che affitta a terzi lo spazio libero sotto lo sterno per tenerci piccoli oggetti in laminato, David Bowie che dice basta, Prince che dice basta, Leonard Cohen che dice basta, quello che per lavoro fa i meme, quello che per lavoro fa i video YouTube, quello che per lavoro muore sul posto di lavoro

Alcune cose da sapere sulle opere di misericordia corporale

Ogni tanto scrivo a fatica dei segni sui post-it che ho attorno, sono dei veri e propri ghirigori che nel momento in cui li scrivo hanno un senso, ma già dopo pochi minuti non capisco più cosa vogliano dire: “uff verb”, “discarico cartella”, “calo valvole”, “col di linea”. Eccetera. Dopo qualche ora li riguardo, chiudo gli occhi, li accartoccio, li butto via. Per salvare control-x control-s.

Entro da feltrinelli di Roma, è mattina presto e fa anche freddo. Dentro no, le pompe d’aria calda di feltrinelli mi circondano con tutto l’affetto possibile concesso a delle pompe di aria calda. La gente dentro si muove come si muovono i gatti: ognuno fa finta che non esista il vicino, coppie si separano quasi senza rendersene conto, tutti seguono l’odore della propria personale erba gatta.
Anche io cerco due libri che feltrinelli non ha.

I due libri che volevo e che non aveva feltrinelli erano due. Potevano anche essere tre, invece no, due. In realtà era solo uno. E non so se lo volessi davvero, ero curioso. Un libro che volevo sfogliarlo perché mi sento troppo vecchio per leggerlo. Voglio essere sicuro di essere ancora capace.

La seconda cosa che avrei comprato da feltrinelli era l’ultimo numero di una rivista. I numeri precedenti della rivista non erano in linea con i miei interessi, e soprattutto erano stati scarificati da una delle bestie di casa. Altro problema dei libri, e delle riviste, essere scarificati dalle bestie che ho a casa.

Altro problema sono le bestie che ho dentro di me, e fuori. Gli acari della pelle sono intimamente connessi con i fiori nervosi che poi arrivano direttamente alle parti della mia coscienza preposte all’immaginazione delle cose, alla ideazione, alla gestione del materiale informativo che mi arriva dal mondo. Alla rabbia, al tempo, ai like, al vuoto.

Ci introducono in questo teatro, intorno ci sono miei simili. Sotto al palco, quello tiene il microfono, ci sorride. Si chiama Federico Blò. Ha un gessato grigio e la faccia di uno che si fa la barba tutti i giorni. Odora di canfora, anche a distanza. Dice che ci parlerà delle opere di misericordia corporali. Ci sono anche le spirituali, spiega, ma di quelle non parla.

Le opere di misericordia corporale sono sette. Dare da mangiare, da bere, accogliere stranieri, vestire, andare da malati, in carcere.
Seppellire.
Tutti conosciamo quest’uomo. Uomo vero, compiuto, prototipo. Non tutti hanno coscienza di quello che hanno fatto.

Ogni anima ha un rotolo di parole da dire a Osiride. È una tecnologia di tremilacinquecento anni fa.

Bisogna esercitare una caratteristica, il vedere. Esercitare gli occhi. Il sistema è basato su turni di dodici ore. Ma come fate ad essere sempre così pronta? È molto semplice, io parlo e tutto mi risponde.

Con questi telefonini è possibile dare un euro o due. La batteria in uso è quasi scarica. Molti di noi sono mamme. I gesti che noi facciamo sono sempre gli stessi, ma anche le note sono sempre le stesse. Eppure fanno musica. Anche i nostri gesti.

Ti prego muori tra le mie braccia. Per sempre.

Sentire la sua presenza, anche in mancanza di campo. Non dobbiamo vedere le persone con i nostri occhi ma con quelli della complessità. Il nostro occhio tende a ingrassare.

Federico Blò continua a parlare. Dice di trovare senso nei gesti che ripetiamo ogni giorno, perché altrimenti, a vedere la cosa dall’esterno, la vita è insostenibile. Non guardare mai dall’esterno. Limitare la visibilità. Chiudere gli occhi. Li chiudo. La voce di Federico Blò si ferma, tutto rimane immobile, paused. Laura.

Ascoltare, partire, credere, tornare, parlare, toccare, dormire, sentire, sognare, svegliare, cercare, ricordare, pensare, volere, aprire, camminare, premere, rientrare, chiudere, cadere, restare, fermare, provare, smettere. La sua voce, la mia casa, le sue parole, la sua casa, le mie parole, il suo volto, la mia notte, le sue mani, il suo odore, le mie idee, i suoi vestiti, la mia voce, il mio posto, un nuovo posto, la porta, la valle, il muro, la casa, la porta, per terra, immobile, il mio corpo, alzarsi, per sempre.

Esiste un mondo meraviglioso, solo che non è agevole viverci. È il mio e il tuo.